Palazzo Datini
Dimora di Francesco di Marco Datini, costruita nella seconda metà del XIV secolo.
Esternamente il palazzo presenta i resti delle pitture realizzate
all'inizio del Quattrocento. La sua costruzione fu progettata e commissionata dal Datini
quando ancora si trovava ad Avignone e al suo ritorno a Prato il mercante seguì di persona
e con grande accuratezza ogni fase dei lavori. L'edificio, inizialmente modesto (il costo dei
lavori iniziali fu di 63 fiorini), andò e arricchendosi di nuove opere fino a poco prima della
morte del nel Datini, che nel 1399 calcolò stimò in circa 6000 fiorini
il costo complessivo dell'abitazione.
La dimora raggiunse una ricchezza tale che fu sia utilizzata dal
mercante che "dato in prestito" al Comune di Prato per ospitare
illustri personaggi dell'epoca.
Architettonicamente, il Palazzo si discostava dalle linee rigide e
severe tipiche del Medioevo con le sue pareti esterne intonacate e
affrescate che gli conferivano grande eleganza; i resti degli
affreschi, realizzati all'inizio del Quattrocento sono tuttora
visibili all'esterno.
All'interno il palazzo è suddiviso in due piani, con numerose e ampie
stanze che conservano gli splendidi apparati pittorici che il mercante
fece realizzare alla del XIV secolo.
La maggior attrattiva del Palazzo era però costituita dal giardino, dove Francesco
fece costruire una bottega che diventò a tutti gli effetti la sede principale dei suoi commerci.
Francesco Datini muore nel 1410 e per sua volontà testamentaria viene istituito
il Ceppo dei poveri di Francesco di Marco, ovvero l'odierna Fondazione Casa Pia
dei Ceppi, a cui il mercante lascia tutti i suoi beni, fra i quali Palazzo Datini,
dove l'ente di beneficenza ha sede.
Oggi, la Fondazione oltre a operare, secondo le disposizioni di Datini, assistendo i poveri
della città di Prato, ha realizzato negli spazi terreni del palazzo il Museo Casa
Francesco Datini. La mostra permanente illustra la vita,
l'attività del mercante pratese e la storia della sua preziosa eredità.


